Inside Out

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Inside Out

Posted: September 18, 2017 
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18 settembre. Lunedì sera. Ancora pioggia. Il posacenere è pieno di cicche.

Smaltisco a fatica i postumi di una settimana alla Rocky Balboa: ho dato tutto e ho chiuso domenica urlando “Adriaaaanaaa”.

#truestory

Dopo gli stravizi della settimana stasera ho mangiato una vecchia minestra scongelata e riscaldata col microonde e finito l’ultimo goccio di bianco.

Netflix non mi parla, ogni tanto il telefono bippa per darmi qualche sporadica interazione con il mondo esterno. Mi accorgo ora di non avere neanche la musica ma a quello si rimedia. Zen Circus, li ho scoperti neanche 2 mesi fa da un post di un’amica. Loro mi parlano.

Ripenso al 18 settembre dello scorso anno e a diversi 19 settembre e penso che la vita è proprio un bel macello.

Avete visto Inside Out?

Se non l’avete visto rimediate immediatamente, io l’ho rivisto ieri.

Ho pianto come al solito (anzi forse un po’ di più) e ho pensato che è un fottuto capolavoro.

Vorrei avere un canale preferenziale per parlare con i miei 5 omini in sala di controllo, vorrei vedere i miei ricordi base da dove arrivano e quali isole della personalità mi hanno creato dentro.

Se ci penso bene però credo di poterne immaginare alcune (in ordine sparso) con il loro relativo ricordo base: il ricordo matrice che ha creato quell’isola.

Isola della Famiglia: vedo un albero di Natale pieni di pacchi e tutti in ginocchio ad aprili. Mamma piange.

Isola dell’Amicizia: vedo un gruppo di amici che gioca a monopoli in una casa a Firenze. Fra si incazza.

Isola dei Viaggi: vedo la prima volta che sono stato in un aereo da solo, avevo un diario, scrivevo, ero eccitato, spaventato e felice. Ricordo che salutavo mentalmente Ari.

Isola del Sesso: hum. Qui è tosta, sono indeciso tra Colpo Grosso, Postalmarket, le tette di Mareike la tedesca e una serata con Annalisa al Maretto.

Isola della Cucina:vedo i miei primi, pessimi, gnocchi fatti in casa per conquistare Serena.

Isola della Alchool: vedo una serata al Girasol con troppa sangria e sento nitidamente dietro la testa gli schiaffi di Fede in piazza Giorgini mentre mangio una pizzetta di plastica del Re della Foresta.

Isola della Fotografia: vedo la Fujika STX1N che mamma ha regalato a babbo per il fidanzamento e Daniel che mi spiega come funziona l’esposimetro.

Isola dei Numeri: vedo la mia prima analisi stampata sulla mia scrivania con la dedica con la stilografica di Nicola “Complimenti, bel lavoro!”. Ce l’ho sempre nel cassetto.

Isola della Musica: vedo un gruppo di amici litigare a scuola per chi fosse il miglior chitarrista del mondo. Avevano ragione loro, Gilmour è Gilmour.

Isola della Libertà: vedo l’oceano al Guincho in Portogallo nel mio primo viaggio in solo, i piedi nudi in acqua, i miei dr. martins lontano sulla spiaggia. Piovizzica, fa freddo. Ho dipinto un quadro con l’acqua di mare come Plasson. Mi sento un ganzo.

Volevo parlare anche dell’isola dell’Amore ma mi rendo conto che vado sul deprimente andante quindi forse è meglio se mi autocensuro.

In ogni caso esercizio costruttivo. Provateci 🙂

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